Perdono dopo un tradimento: sì o no?

Quando il giorno del tuo matrimonio cogli in flagrante tua moglie chinata in cerca della fede persa (e non parlo dell'anello...) e il tuo migliore amico - nonché testimone - che ripassa con lei le ultime posizioni del kamasutra, beh... C'è una sola cosa da fare! O forse no?

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Questa mattina in radio ho lanciato, come di consueto, l’argomento del giorno.

Probabilmente nemmeno la signora Clinton ha ricevuto così tanti messaggi in posta privata negli ultimi mesi come quelli che hanno intasato le linee di Radio Fiume Ticino tra le l06 e le 9 di questo giovedì in risposta a “Tradimento… Perdono, sì o no? Motivatemi le risposte”. Curioso osservare come certe tematiche risveglino l’animo degli ascoltatori…

Tra gli innumerevoli sfoghi del caso, uno in particolare ha preso a schiaffi la mia attenzione. Lì, nell’albeggiante intimità di una messa in onda da morning show, un intero pubblico di ascoltatori è venuto a conoscenza della storia di un caro amico di Mario, fedele ascoltatore del mio programma Riunione di Condominio. Quando il mio microfono è aperto vige una sola regola: dimenticarsi delle regole. Essere noi stessi, coi vari pregi e difetti del caso. Un recondito-ma-non-troppo angolo di anarchia misto ad autogestione virtuale dove il protagonista indiscusso della diretta rimane l’ascoltatore, per intenderci.

E così, senza troppi dì giri di caratteri, il whatsapp di Mario si apre con uno scorcio sul passato: il matrimonio di un suo caro amico, ormai più di due decenni fa. Durante il ricevimento, si sa, gli sposi faticano a ritagliarsi un momento tutto loro: ci sono i saluti di tavolo in tavolo,  foto, filmati, convenevoli vari… Può capitare addirittura di non riuscire a trovarsi, in mezzo a quella folla in festa. Può capitare, sì… Anche di trovare la tua novella sposa a novanta nel bagno degli uomini in compagnia del tuo fedele testimone nonché migliore amico. Sì, può capitare: perché se Mario ha scelto di testimoniare tutto questo significa che può accadere eccome. Anzi, vi dirò di più: non è la prima storia di questa portata che sento.

Non è la candida immagine di lei accovacciata in cerca della fede persa (e non si parla di anello) o quella del testimone bastardo in fase di cavalcata selvaggia a risvegliare il mio stupore: ormai ci vuole ben altro (o Ben Affleck, che non guasta mai). No, signore e signori. La cosa sconvolgente di tutto questo teatrino è la conclusione del misfatto: lo sposo ha perdonato la fedifraga metà, rinnegato l’amico (ah beh, sai che mossa di coraggio) e a distanza di 20 anni di matrimonio si trova ancora al suo fianco con tanto di figlio diciottenne al seguito.

Ora, la domandona del secolo sorge spontanea: EEEEEEEHHHHHHH?!?!?!?!?!?!?!?!?

Ok ok, ora sono ancora insieme e “vissero per sempre felici e contenti”. Sì, ok, ma… Cazzarola ragazzi, di cosa stiamo parlando?!? Ti ha promesso di amarti e onorarti per il resto dei tuoi giorni, non è durata manco due ore santo Cielo! Forse ha sbagliato a leggere il testo, si aspettava una versione modernizzata: “prometto di amarti e onorarti per tutti i giorni della mia vita finché Marco… Ops! Volevo dire… Morte non ci separi”.

Cosa può spingere un uomo in quel caso a fidarsi nuovamente? Cosa può convincerlo a passare sopra all’immagine della posizione 47 del kamasutra gentilmente improvvisata nella toilette della villa del ricevimento dalla moglie e il caro amico di sempre? Con quale brutale coraggio puoi anche solo pensare di toccarla ancora senza venire colto da raccapriccianti flashback del giorno più brutto della tua vita? Eppure… Sposato, un figlio e tanta serenità in casa, a quanto pare.

Forse sono sbagliata io, sapete? L’altra sera, parlando con una coppia scambisti, sono stata ripresa per la mia “scarsa apertura mentale”. Della serie: noi sì che sappiamo cos’è l’amore e come viverlo con serenità. La monogamia è una condizione forzata che l’uomo si impone di subire. Smettetela con ste stronzate e imparate a vivervi le relazioni come dio comanda!

Mmmm… Non conosco Dio personalmente, nonostante ci faccia delle lunghe chiacchierate in solitaria, ma… Ho come il sospetto che tra i vari comandamenti quello dello scambio di coppia non sia annoverato. Che antiquati, eh?

Non giudico, anzi: adoro ascoltare racconti di ruvido vissuto e vellutate passioni. Altrimenti non terrei questo blog, mi pare ovvio. Ok ok. Però, signore e signori, a tutto c’è un limite: che adesso io passi per la bigotta di turno perché non mi faccio montare da sette persone insieme di sette nazionalità diverse per la presunta gioia, come sostengono, del fidanzato mi sembra un tantino esagerato, no? Ma ribadisco: forse sbaglio io.

Chissà… Tra qualche anno probabilmente si passerà direttamente al matrimonio-verità.

In seguito ad un’entusiasmante quanto romanticissima proposta seguita da “d’altronde, dopo tutti sti anni, o ti lasci o ti sposi”, il testo con le promesse durante la cerimonia verrà sostituito da una dichiarazione di intenti: “Prometto di non farmi taggare su Facebook quando sarò via con le mie amiche sganciando limoni a destra e a manca, anche ai sanpietrini. Prometto di amarti e onorarti per tutti i giorni della mia vita – il che non comporta alcun tipo di esclusiva. Sai che sono una persona generosa, è anche questo che ami di me, no? Prometto di fare tutto questo, sì: finché Annamaria Bernardini De Pace non ci separi”.

Ora può baciare la sposa – anche perché i suoi amici l’hanno già fatto settimana scorsa, ora manca solo lei.

Amen.

 

Un’Amica in Affitto

 

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