Micropenia: attente a desiderare un uomo come Ken… I sogni spesso si avverano!

Eh sì amiche mie! Prestate molta attenzione quando esprimete desideri, inebriate dalla luce di una stella cadente. I sogni, quando meno ve l'aspettate, si avverano...

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Siete mai finite a letto con una persona che da sempre rientra nella tipologia del “manco se mi puntate una pistola addosso”?

Non si incastra nei nostri canoni di bellezza nemmeno smussandone gli angoli, non ci fa particolarmente simpatia ed è almeno una spanna più basso della media alla quale siamo abituate, eppure… Inutile raccontarcene: capita. Eccome se capita!

Complici i due(cento…) cocktails di troppo, l’animo allegro della serata che prende il sopravvento, la voglia di evadere e staccare dalla routinaria monotonia della singletudine… Traz: aperti gli occhi appena sveglie l’incubo è materializzato lì al nostro fianco. Ed ha pure un nome!

Un po’ quello che è successo a Isabella, in versione rivisitata e corretta.

Ci eravamo lasciate la scorsa volta con discorsi legati al migliore metodo per ricordarsi dei propri ex – in caso ve lo foste perso, cliccate qui:

Metodo efficace per calcolare il numero di ex: armatevi di un metro, si parte!

Isa, in chiusura, aveva spolverato l’argomento del giorno:

Ah, a proposito di lunghezza… Non ti ho mica raccontato la storia con Mr Small! Sei impegnata domani?

Quel fatidico “domani” è arrivato:

“Quando avevo 20 anni una sera mi sono detta Senti dai, proviamo a fare come fanno tutte! Basta relazioni, impegni… Una one shot di una sera con qualcuno, che succederà mai? Ero finalmente single e pulsante di gioia di vivere, se così la vogliamo chiamare…” mi raccontava Isa accarezzando vellutatamene la sua Birkin della stagione scorsa che fissava la mia Mandarina Duck rispolverata dall’armadio per l’occasione con aria di sfida e sufficienza da inizio colazione.

“Un elemento col quale non mi fidanzerei nemmeno sotto tortura, hai in mente? Ecco, quello! Penso che nel mio subconscio fosse una scelta consapevole, della serie Almeno non rischio di perderci la testa. Potrebbe ad ogni modo farmi sangue – magari tra shottini ancor di più – quindi… Perché no!?!“, sorrideva Isabella ricordando all’ennesimo venditore di rose di non insistere appoggiandone due sul tavolo: lei non ha spicci, gira solo con la carta di credito.

“Un ragazzo simpatico, divertente… Un signore, anche nell’atteggiamento. Quella sera mi ha trattata come fossi l’unica donna al mondo. Mi è venuto spontaneo pensarlo,sai?

“Cosa, scusa?” – dovevo essermi persa qualche step. Strano però perché stavo seguendo il racconto di Isa come un malato di calcio segue il derby in tv la domenica

Questo proprio se la merita una bella botta da parte mia“, esclama la mia amica avvolta in tutto lo charme e la modestia che la contraddistinguono. Se non ci fosse, andrebbe inventata!

“Non la do al bello-tenebroso-con la faccia da figlio di puttana”, prosegue Isa, “no! Mi sono detta: Io stasera mi diverto con quello che ha la faccia da giuggiolo adorabile. Detto… Fatto! Ci divertiamo, ridiamo e scherziamo finché non arriva il momento in cui, inevitabilmente, si finisce a casa mia. In testa un solo pensiero: evvai, bella lì! Oggi si dà una bella rispolverata… Ma vedevo che lui era decisamente un po’ restio ad arrivare a un dunque. Sì, c’era un sacco di stoccacciamento e petting del caso ma… A quello penso già quando sono sola! Altrimenti cosa ti ho fatto salire a fare, scusa?”

Ascoltavo gli aneddoti di Isa sorseggiandomi un caffè al ginseng in tazza grande e ripensando a tutti i (più o meno) drastici momenti di singletudine acuta. O mio caro e buon Gesù, per il momento – per favore – non farmici capitare mai più!

“Anche nella fase di petting e strusciamento, mmm… Cioè, diciamocelo: noi donne in quei momenti siamo parecchio sensibili. Avvertiamo la pistola in tasca, no? Beh… Io non sentivo nulla. Nemmeno le ossa!Capita, no? Con la manina, il ginocchietto, la sfiancata, uno spicchio di culo andavo a strusciarmi appositamente quasi a ricevere un feedback diretto, una spolverata gratuita sulle dimensioni che stanno ad aspettare ma… Non sentivo davvero nulla! Mio pensiero del momento? Caspita… Un tipo ordinato! Se l’è messo nei pantaloni coi sacri crismi

Finito il ginseng, divorato il croissant e impaziente di sapere come si fosse conclusa non ce l’ho più fatta: “Mi dici com’è finita prima che chiami direttamente lui per farmi raccontare???”

“Eeeehhh Marghe, gliel’ho detto in faccia! Beh, allora? Vogliamo concludere o no? Io domani mattina ho la sveglia presto…

Ci vorrebbe un po’ di Isa in ognuna di noi. Gli stronzi al nostro fianco si dimezzerebbero in maniera drastica.

“Lui era davvero titubante e mi ha risposto con un incertissimo sì sì manco lo stessi portando al patibolo. Abbassa il pantalone e… Marghe. Marghe…”

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“Oh dio, aspetta… Fammi ordinare uno spritz prima di dirmelo!” in quel momento avrebbe potuto chiamarmi Leonardo Di Caprio in persona e non avrei comunque risposto – ma avrei potuto ad ogni modo memorizzarlo in rubrica, per intenderci

Io non sapevo che esistesse la micropenia“, dichiara Isabella chiedendo il conto al cameriere che, reduce dall’incontro precedente, penso si fosse messo sei calzini nei pantaloni a sto giro

E’ una patologia amica mia, credimi! Questo qui aveva un micro-pene! Sembrava l’avessero amputato al fidanzato di Barbie e glielo avessero montato! Ascoltami: alza la mano sinistra, guardati il mignolo per favore… Io ti garantisco che il ca**o di questo ragazzo era grande meno del tuo mignolo! Minuscolo Marghe.. Mi-nu-sco-lo! Probabilmente come quello di un bambino di 9 anni… Da eretto! Che poi… Magari a 9 anni i bambini son messi pure meglio eh! Qui non si sta parlando di un pisellino rilassato: qui stiamo parlando di un micro-pene eretto!”

Io pagherei oro per farvi vedere la faccia della signora dall’abito bianco avorio a fianco al nostro tavolo. Aveva finto fino a quell’istante di leggere il menù – cosa poteva esserci poi di così interessante in quelle centrifughe lo sapevano solo lei e il buon Signore Gesù – finché ha deciso di abbandonare la copertura e girare direttamente la sedia verso Isa per ascoltare meglio. Sulla micropenia, ha ordinato un Martini.

“Mettiti nei miei panni, ok… In quei momenti sai di non dover avere reazioni da pazza. Che mi metto a fare… Glielo annaffio??? Mi metto a urlare porta quell’avanzo di Ken fuori di qui? Sin da giovane quando ti spiegano che possono accadere certe cose ti anticipano che gli uomini sono sensibili, che quando vengono troppo presto – causa eiaculazione alla Bip-Bip – non devi mettere pressione, anzi usare modo e tatto perché potrebbero portarsi dietro complessi per lungo tempo etc, che l’uomo mette un sacco di orgoglio e psiche nei rapporti e tutte queste belle premesse del caso. Ricordati: il pisello, Marghe, è il centro del mondo dell’uomo. Noi possiamo rifarci il seno se non ci piace o se riteniamo sia troppo acerbo… Loro non possono mica buttarci dentro il silicone! Capisci?

Ho provato, Marghe… Ho provato davvero ad atteggiarmi da signora solo che non esiste un manuale su Come Comportarsi Quando Lui Ce L’Ha Grosso Come L’Accendino Che Cerchi in Borsa! Non c’è la frase giusta… Non c’è! Se tu vai su Wikipedia c’è scritto “micropenia”… E’ una patologia esistente! Mentre è inesistente un’espressione facciale corretta quando vedi una cosa del genere. Non esiste, cribbio!”

Ancora un attimo e mi abbracciavo alla signora in panna con una manciata di popcorn al seguito…

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“Lui ha provato a spiegarmi”, ci teneva a far notare Isa, “asserendo di aver avuto problemi ormonali, si è messo giù un’ora a parlarmi dell’aspetto medico – e io dentro di me non facevo che chiedermi cosa cavolo mi fosse venuto in mente di darmi alla pazza gioia proprio quella sera, che a confronto con una mano mia in solitaria avrei fatto effetto orgia…

Lo guardavo, annuivo e tentavo di metterlo a suo agio. Ops… A loro agio: lui e il suo mini-me. Al che ho dovuto dirglielo Marghe: Tu capisci, no? Io non penso di poter fare sesso con te. Non per altro ma… E le parole non son servite, grazie a dio.”

Isa era in notevole ritardo, continuava a lanciare occhiate all’orologio.

“Beh, te la faccio breve: la questione è che si vocifera che in famiglia da me siano messi tutti parecchio bene. Pare abbiano tutti la mazza di Dio. Non avrei potuto manco chiedere loro quale possa essere la sensazione soffrendo di una patologia simile… Come ci si possa rapportare! Si sarebbero messi a ridere con tanto di dimmi il nome di sto povero sfigato, povera stella… Che fanno gli uomini in quei casi? Guarda che ci sono stata male parecchio ripensandoci. Mi spiace proprio per lui. E’ una tragedia umana vera!

Strisciata con nonchalance la carta, saldato il conto Isa si fionda verso l’uscita ma non prima di avermi donato la perla del giorno:

“Ti chiamo in settimana! Comunque, a pensarci bene… Sarebbe stato come lanciare un würstel nel tunnel della Manica: probabilmente è anche più piccolo dei Tampax che uso!

 

La signora in abito panna aspetta con ansia che Isa ripassi da quel baretto. Ora conosce tutte le portate a memoria, in caso aveste bisogno di consigli su cosa scegliere chiedete direttamente a lei.

 

Un’Amica in Affitto

 

CREDITS: Dina Goldstein photographer, Fallen Princesses (foto di copertina)

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