L’uomo braccino corto: 10 modi per riconoscerlo!

Amiche... L'uomo taccagno si distingue a distanza - e non per la lunghezza delle braccia. Eccovi le 10 caratteristiche per individuarlo: fatene tesoro :)

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C’è poco da fare, amiche mie: uscire con braccini corti rientra nel DNA di poche predestinate: o ce l’hai, o non ce l’hai – come le figurine Panini collezionate nei buoni vecchi anni 90. Celo celo, manca manca… Nel mio personalissimo caso l’album non solo è stato completato ma negli anni penso di averne anche ordinate altre copie!

Chiamatelo tirchio, taccagno, braccino corto, genovese – dicono…, avaro, restìo nello spendere o grettamente attaccato al denaro, tanto la formula  non cambia: la generosità è andata in vacanza e non ha lasciato detto quando e se rientrerà. 

L’uomo taccagno si distingue a distanza – e non per la lunghezza delle braccia.

Per sé stesso spende l’inverosimile: shopping, weekendini fuori porta, macchina da capogiro, ufficio da sballo e casa da copertina. Il problema non è spendere soldi, in realtà… E’ spenderli per la donna che sta frequentando! Manco da menzionare il caso di prestiti ad amici o parenti: piuttosto sepolto vivo, sommerso da tutti i suoi averi ma con la certezza di poterli spendere poi in paradiso dove “probabilmente la carta di credito non prende”.

Amiche… L’uomo BC è dietro l’angolo, pronto ad attaccare quando meno ve l’aspettate. Ecco un rapido – ma super funzionale – vademecum da borsetta per riuscire ad individuarlo in modo rapido e indolore:

1- Quando si esce a cena con amici deve sapere da subito se si punta a pagare “alla romana”: in tal caso prenderà antipasto, primo, secondo, contorno, dolce e vino – sì, anche se astemio. Non per altro, ma che ingiustizia sarebbe per lui pagare per quello che han mangiato gli altri?

2- Non vi regalerà mai fiori: eh no… Siete pazze??? E’ un pensiero destinato a marcire in pochi giorni, i.e. soldi buttati. Tranquille: ve la venderà nella versione “preferisco puntare a un pensiero che ti rimanga nel tempo”

3- Quel pensiero che dovrebbe accompagnarvi nel tempo, appunto, non arriverà mai: in giro non c’è niente che lo soddisfi per voi! Tutto così sciapo e banale… Meglio un regalo pensato e fatto su misura per voi!

4- Perché cedere al becero potere commerciale da italiano medio acquistando un qualsivoglia oggetto che potrebbe avere chiunque quando può scrivervi un bel biglietto – che perdurerà nei secoli dei secoli, amen?

5- Quando sarete in giro a fare due passi e spinte da una fame atavica oserete avvicinarvi al chiosco di Gigi lo Zozzone per sbranarvi un panino, quello sarà il momento in cui riceverà una chiamata importante – i.e. troppo impegnato per anche solo simulare il gesto di offrirvelo – o reprimerà a pugni nello stomaco la fame aspettando di rientrare a casa. E aggiungerà: non ho fame, tu però prendi pure eh…

6- Quando c’è da andare a scrocco ad eventi o feste sarà sempre in prima fila.

 

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7- Pretenderà molto, contraccambierà con… Ottimo sesso, nel migliore dei casi – quello fotte sempre, in tutti i sensi. Esempio lampante: uscivo con un BC. Figo, dio del materasso e pure simpatico. Rientra da una vacanza con gli amici. Mi offro di andare a prendere lui e tutta l’allegra cricca all’aeroporto – ovviamente il più lontano che sia stato costruito da Milano. Un’ora di macchina ad andare, due ore di attesa per il volo in ritardo. Carico lui e il resto della cumpa in una macchina dove a malapena stava il mio pacchetto di sigarette oltre a me, in linea di massima. Riporto ognuno al proprio paesello di provincia a casa a Monchiul – mi sembrava brutto lasciarli alla prima fermata della metro, vi pare?

Ci fermiamo a metter sotto i denti un panino da 8.90 euro a testa. Sì, mea culpa: ho osato prendere pure una bibita. L’allegra comitiva di uomini si alza, va a pagare e richiama la mia attenzione mentre ero distrattamente al telefono.

“Marghe, siamo qui fuori. Ti aspettiamo!”

Chiudo al volo la chiamata, improvviso un rapido slalom tavolo-cassa per raggiungere l’uscita con rapidità, accennando un saluto allo staff del posto.

“Signorina…”, mi richiama la donna baffuta alla cassa, “mancano il suo panino e la sua coca da pagare”.

Alt! Alt alt alt… Fatemi capire un attimo come funziona: io prendo, mi offro di venire a raccattarti e giri l’invito al passaggio a tutti i tuoi amici. Mi sparo un’ora e passa di macchina per partire da casa mia e venire da voi e Per voi… Me ne sorbisco altre due di attesa. Me ne siluro ulteriori due per riportarvi tutti singolarmente a casa e nessuno fa nemmeno il gesto di offrirmi un paninello al prosciutto e una bibita?!? Nessuno? Neanche TU?!?

Morale: non ho detto nulla. Mandato giù, come l’ultimo boccone di quel coso secco. La volta seguente, in una pizzeria della sua zona – perché ovviamente sarete sempre voi a spostarvi e non lui a venirvi incontro, davanti al mio “Quant’è?” di un totale di 30 euro di cena (trattamento speciale andando, io, lì da tempo) mi sono sentita rispondere “Fai tu!”. Ma che vuol dire “Fai tu?”. Che è, un nuovo linguaggio in codice, un alfabeto sconosciuto? Quello farfallino ormai è démodé?

“Ho messo già 18. Al resto allora pensi tu”. Ho elegantemente tirato fuori 30 totali, aggiungendo al signore in cassa “prenda pure direttamente i miei”

“Ma… Tesoro! Non dovevi, davvero!”

“Sì, lo so”.

8- I passaggi fino a casa, se abitate lontane, scordateveli! Ho assistito a scene di partenza per le vacanze che hanno raggiunto livelli Dario Argentiani.

“Allora babe, a che ora passi a prendermi?”

“Stavo pensando… Non ha molto senso che io attraversi la città col traffico di Milano nell’ora di punta. Meglio se ti fai trovare già sulla strada”

“Sulla strada? E come ci arrivo scusa se andiamo con la tua macchina?”

“Prendi dei comodissssssimi mezzi! In 45 minuti tu e i tuoi 32987439023920 kg di valigie siete comodamente lì ad aspettarmi ed evitiamo perdite di tempo”

“Tue di sicuro”

9- Odia le feste. Ritiene che Natale, San Valentino, gli anniversari e il vostro compleanno siano delle geniali trovate pubblicitarie per far spendere soldi alla gente. Probabilmente farà in modo di litigare qualche giorno prima della scadenza e tornerà a cercarvi poco dopo.

“Evvai, anche quest’anno me la sono scampata!”

Oppure, molto semplicemente, il vostro regalo unico, introvabile, irripetibile e pensato appositamente per voi fatto costruire a Honolulu sarà andato perso:

“Quei bastardi della posta! Non c’è mai da fidarsi!”

10- Potrete organizzarvi con calma le vacanze, tanto saprete già dove si andrà per capodanno, per le ferie estive e i weekend liberi: a scrocco a casa di amici!

 

Probabilmente, a pensarci bene, non nasciamo predestinate alla frequentazione di taccagni incalliti: siamo noi col nostro atteggiamento ad attirarli come calamite in piena carica. Un tempo avevo un’amica che, uscendo a cena col frequentatore di turno, non osava nemmeno fare il gesto di metter mano al portafoglio (cosa che io trovo raccapricciante, questione di punti di vista). La filosofia di pensiero, nella SUA testa, non faceva una grinza:

“Perdo ore a depilarmi, farmi bella, star dietro ai capelli, scegliere come vestirmi, scarpe da abbinare, unghie… E’ già tanto che non gli chieda di rimborsarmi il restauro! Ci manca solo il gesto di pagare, non scherziamo. Uscire con me è un pregio. Dov’è finito il galateo?”.

Medioevo, ciao: sono la Marghe, ho 34 anni e pensavo ti fossi estinto da un pezzo! Ma a giudicare dallo spessore di certi argomenti forse mi devo ricredere.

L’unica arma a disposizione per combattere con uno BC? Una bella terapia d’urto, amiche mie. Offritegli la cena senza motivo – quando ne avete la possibilità – o organizzatela in casa nei momenti di magra, e non mi riferisco alla dieta. Fate sorprese inaspettate  e gesti dedicati a lui fuori ricorrenza. Siate voi stesse e mostratevi in tutta la vostra generosità.

E ricordatevi: col tempo non possono che peggiorare. O di certo posso assicurarvi che non migliorano – lo diceva mia nonna ai tempi e guarda caso non è mai passato di moda.

In caso non doveste riscontrare alcun cambiamento positivo in lui, beh… Potete sempre mandarlo a Culofan! Sicuro lì sarà in buona compagnia…

Un’AMica in Affitto 

 

 

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