Ti tradisce? Scarica l’app e scoprilo!

"Controllo delle chiamate, degli sms mms, delle email... Continuo monitoraggio della posizione tramite dispositivo GPS incorporato nello smartphone, accesso alla rubrica ed all’agenda, controllo della cronologia di navigazione web, intercettazione degli “istant message” (Skype, WhatsApp e chat di Facebook) ed addirittura possibilità di registrare conversazioni e rumori dell’ambiente circostante attraverso il registratore incorporato nel cellulare"...

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Ore 09.20, sabato mattina. WhatsApp di Valentina:

Sei ancora in onda o ti posso chiamare? È URGENTE!

L’unico sabato mattina, per l’appunto, nel quale ho scordato di mettere la vibrazione e gettare nel dimenticatoio la suoneria. Sono una mamma-apprensiva mancata: una volta letto il messaggio, non ho potuto fare finta di nulla…

Sono in onda dal lunedì al venerdì Vals! Il sabato, se le mie amiche non mi mandano WhatsApp di primo mattino, provo a recuperare le ore di sonno perse in settimana… 😉 Dai bimboletta, dimmi tutto – non posso chiamarti perché Alfred sta dormendo!

La scritta “Valentina sta scrivendo…” ha schiaffeggiato il buio di quella stanza ancora carica di sonno del mio fidanzato e alleggerita dalla perdita del mio, piuttosto. All’inizio pensavo stesse scrivendo un papiro, della serie vita-morte-miracoli nel dettaglio. Poi… Una frase. Tre parole. Un cuore interrotto e anni di storia in frantumi:

Pietro ha un’altra.

Ciao sonno, ne riparliamo più tardi eh!

Niente… Fu subito panico. Panico nero, denso, appiccicoso e tremendamente asfissiante. Chiusa la porta con dentro il mio fidanzato, mi sono gettata tra le braccia del divano pronto ad accogliere le fragili chiacchiere di una donna sull’orlo di una crisi di nervi.

V – Si chiama Sarah. Lui si scopa una certa Sarah da almeno due mesi.

Io – Come fai ad esserne certa? Ma che stai dicendo, magari sono tutti film tuoi, spiegami meglio dai che sono già abbastanza incazzosa eh

V – Ho scaricato l’app, Marghe, ca**o! So tutto! Vedo, leggo, spio, osservo, ascolto… Tutto. Tut-to. Maledetto il giorno che mi hanno consigliato di scaricarla… Perché??? Marghe, perché? Siamo così felici… Sempre insieme. Sesso perfetto… Marghe, ha un’altra. Marghe, si fotte un’altra!

Io – ALT! Stiamo calme un secondo. Calme… Che applicazione, scusa?

V – Perché… Tu con Alfredo non la usi?

Io – Ma cosa???

V – mSpy! Si chiama così. E’ un’applicazione nata con lo scopo di spiare il dispositivo mobile di un’altra persona. La cosa assurda è che l’intento iniziale era quello di aiutare genitori in preda all’ansia a controllare la vita dei propri figli onde evitare che frequentassero giri sbagliati. Poi è degenerata venendo inghiottita dall’incessante vortice umano di sta cacchio di gelosia bastarda e… Eccomi qui. A leggere le conversazioni del MIO Pie e di quest’emerita sconosciuta.

Io – Sara

V – Con l’h. Sarah.

Io – Straniera?

V – No. Semplicemente troiah.

Vale non riesce a perdere il suo innato quanto inconsapevole umorismo nemmeno nei momenti di tragedia concentrata.

Io – Mi spieghi come cavolo funziona questa benedetta app? Sai che io non sono per niente tecnologica – ma drasticamente gelosa. Ancora non riesco a creder che Pietro si veda con un’altra. Magari è tutta una bufala Vals. Sai mai di questi tempi tra spam, virus e compagnia bella…

V – Non ci hai mai capito un ça**o di tecnologia, non cominciare a fingere di cercarmi la morale in megabyte adesso! Apri WhatsApp, così vedi coi tuoi occhi…

Ed eccolo lì, il buon vecchio Pie, col reale augello in mano e tanto di scritta “Mi basta pensarti e… Guarda che mi fai fare”. Cosa potevo dire? Con quali frasi si può esordire in queste situazioni per far sentire meglio la propria amica? Come sarebbe meglio porsi per evitare di gettare sale su una ferita aperta?

Io – BASTAAAAARDOOOOOO!!! Che schifo, se lo vedo gli sputo in faccia!

(Ecco… Non chiedetelo a me. Non lo so quale sia l’approccio migliore in questi casi. Quando la vena si chiude non rispondo delle mie azioni)

V – Controllo delle chiamate, degli sms mms, delle email… Continuo monitoraggio della posizione tramite dispositivo GPS incorporato nello smartphone, accesso alla rubrica ed all’agenda, controllo della cronologia di navigazione web, intercettazione degli “istant message” (Skype, WhatsApp e chat di Facebook) ed addirittura possibilità di registrare conversazioni e rumori dell’ambiente circostante attraverso il registratore incorporato nel cellulare”… Con una pubblicità del genere come facevo a non scaricarla, me lo dici? Ultimamente Pie era strano, Marghe… Non tanto sotto le lenzuola: per assurdo lo facevamo più spesso del solito, se proprio devo dirla tutta. Si può fingere di amare, amica mia. Mandare avanti la vita di coppia come se niente fosse, dire Ti Amo ad ogni risveglio e soffocare i sensi di colpa con regali mozzafiato e weekendini romantici per tenermi buona. Si può mettere in scena un presente vuoto sulle basi di un solido passato e recitare la parte dell’uomo innamorato. Si può. Ma qualcuno ha parlato per lui… I suoi occhi. Quelli non mentono mai, Marghe. E lui non mi guardava più come fossi l’unica donna al mondo. C’era troppo spazio, in quello sguardo. Talmente tanto che è riuscita ad introfolarsi un’altra donna sporcando con troppa facilità tutto ciò che con fatica abbiamo costruito in anni…

Io – Vals, io non capisco… Se fosse così semplice da utilizzare la scaricherebbero tutti e un terzo delle coppie che conosco salterebbe in aria – non so se mi spiego.

V – No amica mia, non è poi così semplice in effetti. O meglio, sì ma… Hai bisogno di due cose fondamentali:

  1. 50 euro al mese – altrimenti non puoi accedere a tutte le funzioni, WhatsApp compreso. Se non sbaglio l’abbonamento per un anno viene scontato a 150 euro…

Io – Oh mio dio, mi sembra di parlare con la receptionist della palestra quando ho trattato per l’iscrizione…

V – ... Non me ne parlare. Comunque c’è un’altra cosa fondamentale della quale hai bisogno, la numero 2. l’accesso al suo telefono. Basta una sola volta, ma è fondamentale perché devi installare l’applicazione sul dispositivo della persona che vuoi monitorare. Il tutto, grazie a dio, può esser fatto all’insaputa del titolare dello smartphone in questione. Non ci vuole molto tempo, anzi…

Io – Ma figurati se lui non si è mai accorto di averlo tra le app, Vale, dai….

V – No! Sei pazza? Buona sì ma fessa no, cacchio! Lui non lo saprà mai. L’applicazione è invisibile al 100% . Una notte l’ho fatto ubriacare e ho messo mano al telefono – pensa: ha lasciato il codice che conoscevo a memoria. Si sentiva tranquillo, lui. Della serie: “Vedi amore che non ho nulla da nasconderti? Puoi entrare nel mio telefono quando vuoi!”, col pensiero di aver previdentemente cancellato sempre tutto.

E adesso Marghe, che faccio?!? Come glielo dico? Cosa faccio della mia vita? Cosa faccio ca**o???

Il pianto ha soffocato il resto delle parole. Non sono riuscita a sentire oltre. Purtroppo non c’era la maniera giusta o sbagliata di consigliare la mia amica inconsapevolmente fenice. Un giorno sarebbe risorta da quelle ceneri e avrebbe ringraziato Dio per averla messa al corrente di tutto… Un giorno, appunto. Ma fino ad allora non c’era consiglio, suggerimento o perla di saggezza che potesse uscire dalla mia bocca. Le poche volte che mi sono ritrovata a seguire il consiglio di amici sono affogata in un mare di rimpianti talmente profondo da essermi ripromessa di fare sempre di testa mia. Non capita sempre, lo ammetto.

Vale ha mollato Pietro nel peggiore dei modi, sulla carta, ma migliore in assoluto dal punto di vista della soddisfazione.

Ha seguito gli ultimi messaggi mantenendo il suo ruolo di donna innamorata e inconsapevole in casa, il tutto in maniera del tutto impeccabile. Ha aspettato che lui e Sarah si incontrassero per un weekend – spacciato a lei per una 48 ore di lavoro fuori porta – in modo da avere due giorni a disposizione per compiere la missione dell’anno.

Una volta rientrato, Pietro ha trovato fuori casa tutti i suoi averi – dai vestiti, alle valigie, ai documenti fino alla mazza da golf. Lì, in giardino, tra il cancellettlo e la cuccia del cane.

Sugli alberi del vicinato, sui parabrezza delle macchine parcheggiate e su tutta la facciata principale di casa era stata lanciata la sagra del volantino: fogli da stampante imbrattati con immagini raffiguranti il buon vecchio Pie e il suo mini-me in mano. Sotto, a caratteri cubitali, una sola dedica:

Nei contatti del cellulare trovi il numero dell’avvocato – lo so perché ti tengo monitorato il telefono da mesi e lo conosco ormai a memoria.

 Per qualsiasi cosa riguardante la casa dovrai fare riferimento a lui.

Per il resto, sarah quel che sarah!

Buona vita, pirla!

 

 

 

Un’Amica in Affitto

 

 

 

 

 

 

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